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martedì 28 luglio 2015

Presentata la “Dichiarazione dei diritti di internet” in Italia relativa a privacy e diritto all’oblio

Oggi, 28 Luglio 2015, è stata presentata presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio la “Dichiarazione dei Diritti di Internet” relativa al nostro Paese, una sorta di guida di riferimento per effettuare un corretto uso della rete, districandosi tra questioni complicate quali privacy e diritto all’oblio, e un primo passo verso la creazione di una specifica Legge dedicata a questo settore, sempre più importante ed in continua crescita. 

All’interno del documento sono esposti tutti i diritti appartenenti agli utilizzatori di internet, sia a livello amatoriale che professionale, pur non avendo ancora un potere di tipo vincolante, ma rappresentando solamente le best practice per l’utilizzo dei servizi. La stesura del documento è stata proposta l’anno scorso direttamente dalla Presidenza della Camera dei Deputati e ha visto la collaborazione di esponenti del mondo politico e non, quali ad esempio Luca De Biase, Emilio De Capitani, Juan Carlos De Martin, Giovanna De Minico, Anna Oliviero Ferraris, Joy Marino, Salvo Mizzi, Marco Pierani, Antonella Giulia Pizzaleo, Stefano Rodotà, Massimo Russo, Stefano Trumpy, Lorella Zanardo.

Nello specifico, dopo un preambolo introduttivo, la Carta si apre con il capitolo dedicato al “riconoscimento e garanzia dei diritti”, all’interno del quale sono elencati tutti i diversi diritti garantiti all’interno della rete e previsti a livello internazionale dalle differenti Costituzioni e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

Prosegue sancendo il “diritto di accesso” alla rete da parte di ogni persona, indipendentemente da ordini di tipo sociale ed economico, con modalità tecnologicamente adeguate e piena libertà di scelta per quello che ne concerne le modalità, come ad esempio relativamente ai software, sistemi operativi ed applicazioni. Il punto successivo è quello inerente alla “neutralità della rete”, in cui è stabilito che i dati e le informazioni trasmesse o ricevute in internet non devono essere oggetto di discriminazioni o di utilizzi impropri, così come previsto dai diritti fondamentali della persona. Inerente è il punto riguardante la “tutela dei dati personali”, grazie al quale ogni soggetto che utilizza la rete ha il diritto di veder rispettata la propria dignità e la riservatezza, i quali devo necessariamente essere trattati previo consenso autorizzato con precise finalità garantendo le condizioni sopra descritte e non arrecando alcun danno alla persona o alla propria identità personale, così come risulta vietato l’accesso ai dati della persona presenti su dispositivi personali e l’intercettazione di qualsiasi forma di comunicazione (“inviolabilità dei sistemi e domicili informatici”). Ogni soggetto ha inoltre la possibilità di accedere ai propri dati e conoscerne le modalità di utilizzo, i luoghi in cui sono conservati potendo inoltre richiederne la cancellazione o la rettifica grazie al “diritto all’autodeterminazione informata”. Ogni persona, seguendo il “diritto all’identità”, deve essere rappresentata in maniera assolutamente integrale ed aggiornata, oltre ad essere tempestivamente informata della profilazione della propria persona tramite l’uso di algoritmi e di tecniche probabilistiche, potendo negarne il consenso, anche nel caso di definizione di un’identità da parte della Pubblica Amministrazione. Le libertà civili e politiche possono essere comunicate anche per via elettronica in forma anonima (“anonimato”) senza che per questo siano applicate censure o discriminazioni, fatto salvo i casi in cui non sia possibile per chiaro interesse pubblico o per preservare la dignità e diritti di persone terze interessate. Inserito anche il cosiddetto “diritto all’oblio”, sancente la possibilità di richiedere la cancellazione o la deindicizzazione dai motori di ricerca di articoli ritenuti lesivi della propria persona, di nessun interesse pubblico o riferiti ad un passato ormai concluso e non rappresentativi della realtà presente.

I “diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme” prevede che i responsabili delle piattaforme presenti in rete siano tenuti ad assumere un comportamento corretto e leale nei confronti di tutti gli utilizzatori di suddette piattaforme, non modificandone le condizioni contrattuali senza avviso o con scarso preavviso, spiegando in maniera trasparente il loro funzionamento e permettendo la cancellazione del servizio in seguito a cambiamenti non accettati dall’utente. La “sicurezza in rete” deve essere garantita a livello centrale come chiaro interesse pubblico, preservando l’integrità di ogni singolo utente e non limitandone il pensiero, contrastando eventuali abusi di qualsiasi natura. Le persone hanno inoltre il cosiddetto “diritto all’educazione”, ovvero la possibilità di ottenere tutte le capacità necessarie ad utilizzare internet attivamente in modo consapevole, garantendo a sua volta il diritto d’accesso e di tutela della persone. Al termine della Carta è posto il capitolo dedicato ai “criteri per il governo della rete”, secondo il quale ogni diritto deve essere difeso sia a livello nazionale che internazionale data la natura universale di internet, mantenendo i caratteri di apertura e democrazia che lo rappresentano oggi, adottando opportune soluzioni per garantire tutti i diritti citati, sia da parte delle Istituzioni Pubbliche che dei soggetti privati. 

Pubblicato il (martedì 28 luglio 2015)

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